I muscoli del Capitano (F. De Gregori)
tutti di plastica e di metano
guardalo nella notte che viene
quanto sangue nelle vene
Il capitano non tiene mai paura
dritto sul cassero fuma la pipa
in questa alba fresca e scura
che assomiglia un po’ alla vita
E poi il capitano se vuole si leva l’ancora dai pantaloni
e la getta nelle onde
e chiama forte quando vuole qualcosa, qualcuno
c’è sempre uno che gli risponde
ma c’è in mezzo al mare una donna bianca
così enorme nella luce delle stelle così bella
che di guardarla uno non si stanca"
in mezzo ai ghiacci tropicali
ed ha un motore di un milione di cavalli
che al posto degli zoccoli hanno le ali
La nave è fulmine, torpedine, miccia
scintillante bellezza, fosforo e fantasia
molecole d’acciaio, pistone, rabbia,
guerra, lampo e poesia
in questa croce di novecento
e noi lo stiamo quasi raggiungendo
signor mozzo io non vedo niente
c’è solo un po’ di nebbia che annuncia il sole
andiamo avanti tranquillamente
