LECCE – DAL “COSTA” LA PROPOSTA DI VINCENZO: VIDEO ‘VISIBILI’ AI CIECHI

Sono più di 100 i video pubblicati con la semplice ma rivoluzionaria idea di Vincenzo Rubano

 

image006LECCE – Oggi ricorre la Giornata Internazionale dei Diritti dei Disabili e proprio oggi un disabile molto abile ha qualcosa da dire a proposito di diritti. Dopo aver creato “Ti Tengo d’Occhio” (www.titengodocchio.it), il sito/servizio di denuncia di programmi e siti inaccessibili, e dopo aver lanciato l’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria su come si possono rendere “visibili” i video ai ciechi, Vincenzo Rubano, lo studente non vedente dell’Istituto “Galilei Costa”, raccoglie oggi frutti e grandi soddisfazioni dal suo operato. Sono infatti oltre 100 i video pubblicati in rete che sono stati sottoposti alla tecnica proposta da Vincenzo e battezzata con la sigla “V4B – Video4Blind”, la quale prevede semplicemente l’aggiunta di alcuni piccoli accorgimenti che hanno però il potere di rendere comprensibili ai non vedenti i video pubblicati in rete, soprattutto quelli che si basano su pochi testi e “parlano” principalmente attraverso il linguaggio delle immagini.
Nella lunga lista di video aggiornati con Video4Blind ci sono quelli pubblicati dalla Provincia del Medio Campidano (Sardegna), quelli di Claude Almansi, quelli della C9 WebTV, quelli di un super fan dei New Trolls, etc., e, oltre naturalmente ai video pubblicati da Vincenzo e dalla sua scuola, ci sono anche ben dieci video ufficiali del canale Youtube dell’Istat.
Per avere una visione chiara della questione, usiamo un facile esempio. Tutti abbiamo presente lo spot della Apple che reclamizza l’iPad Mini attraverso le tastiere del pianoforte, proviamo a “rivederlo” ad occhi chiusi, un non vedente sente solo della musica, punto e basta. Se invece quello stesso video su Youtube avesse nella descrizione un testo del tipo:
“Lo spot inizia con la visione di un iPad che ha sullo schermo una tastiera musicale su cui due dita iniziano ad intonare la base di un brano, dopo pochi secondi viene spinto nell’inquadratura un secondo iPad, più piccolo, nella versione “mini”, sempre con la visione di una tastiera, su cui un altro dito intona le note soliste a completamento del brano. Lo spot termina con una schermata su cui c’è scritto iPad Mini.”
In pratica, questa è l’intuizione di Vincenzo e la soluzione per risolvere questi limiti di accessibilità è di una semplicità impressionante ma capace di portare ad una vera e propria rivoluzione mediatica. Il processo di “accessibilizzazione” dei video proposto da Vincenzo consiste praticamente in tre piccole operazioni a carico di chi ha pubblicato o intende pubblicare un video:

1. Aggiungere in coda al titolo del video la sigla (V4B);

2. Aggiungere nell’area “descrizione” che ogni video ha, un breve testo che racconti a parole ciò che viene espresso con le immagini;

3. Aggiungere fra i “tag” del video la sigla V4B Video4Blind.
Queste tre semplici azioni possono essere fatte da chiunque: non servono conoscenze tecniche, né tantomeno spese aggiuntive. In questo modo i non vedenti potranno sapere immediatamente e facilmente se il video è descritto oppure no, sarà infatti sufficiente leggere il titolo, e, cosa ancora più importante, potranno addirittura cercare tutti i video “accessibilizzati” semplicemente inserendo “V4B Video4Blind” nel motore di ricerca di Youtube, Vimeo o qualsiasi altra piattaforma.
Questo invece è un esempio di video “accessibilizzato”. E’ uno spot realizzato dagli studenti dell’istituto leccese e pubblicato su Youtube. Il promo è un tipico esempio di video che basa tutto il suo “messaggio” sul linguaggio visivo in quanto non prevede alcun “parlato”. Un non vedente, accedendo allo spot, riesce a capire solo che ci sono diversi sfondi musicali e assolutamente nulla altro, mentre leggendo la descrizione (attraverso gli “screen reader”), ha la possibilità di farsi un’idea precisa di ciò che gli altri vedono con gli occhi.

Marco Marangio

giornalista pubblicista, dottore in Lettere Moderne, amministratore del blog Prima Pagina, autore di "Percorsi" (Albatros Il Filo, 2010) e di "Matteo Renzi - La parola sono io (Effigi editore, 2018)

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