Da Pasolini a Regeni: “lampi sull’Eni”

pier paolo pasolini, giulio regeni, eni, egitto, servizi segreti, cefis, matteo renzi, la macchinazione, david griecoAncora ombre sul caso Regeni. O meglio, per citare il mai più ritrovato appunto pasoliniano di “Petrolio”, “lampi” su Regeni. Benché lo scenario geopolitico che fa da sfondo a questa drammatica ed oscura vicenda sia poco chiaro, alcune assonanze con il contesto dell’omicidio di Pier Paolo Pasolini potrebbero essere lette come unico comun denominatore fra i due casi. Anzitutto la sempre citata “Eni”, poi i servizi segreti italiani deviati ed in ultimo la sottile linea che collega la politica italiana a quella orientale. Il tutto in nome di un interesse ben più grande del potere politico in sé: l’oro nero, il petrolio appunto.
Ne “La macchinazione”, ultimo ed illuminante film di David Grieco, già aiuto regista di Pier Paolo Pasolini, viene raccontata una ricostruzione più veritiera (ma non ufficialmente riconosciuta per mancanza di prove) dell’omicidio Pasolini: un fil rouge che parte da Cefis (patron di Eni e Montedison e primo fondatore della loggia massonica P2), per passare da servizi segreti italiani deviati, collusione politico criminale, il tutto condito con il solito interesse filo-arabo per il “petrolio” appunto.
Le ultime notizie sul caso Regeni, prima di passare in secondo piano per il drammatico attentato terroristico a Barcellona, pare abbiano gli stessi elementi narrativi. Il NYtimes ha difatti affermato come gli USA avessero dato all’allora presidente del consiglio Matteo Renzi delle informazioni essenziali e “scottanti” sugli esecutori e mandanti di Giulio Regeni. Il nulla cosmico generato dalla politica nostrana, che si ritrova ad oggi in forma e sostanza nel governo Renzi-bis, pare sia “giustificato” da insabbiamenti dei servizi segreti giacché i rapporti commerciali e petroliferi che ha Eni con l’Egitto sarebbero essenziali per il nostro Paese.
Per quanto tutto ciò possa essere solo una supposizione, solo una riflessione sommaria di due casi più complessi di quanto già non lo siano, è innegabile la convergenza di due episodi così lontani cronologicamente, ma vicini per motivazioni e genesi.
Ciò dovrebbe farci esclusivamente riflettere almeno su una constatazione: che siano gli anni ’70 od il primo ventennio del 2000 i potenti della nostra Nazione sono i medesimi, con medesime ambizioni e giochi di potere.

Marco Marangio

giornalista pubblicista, laureato in Lettere moderne, amministratore del blog Prima Pagina e autore della silloge di poesie Percorsi

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